La manovra varata a dicembre dal governo Monti, aveva introdotto, tra le altre misure la tassa sulla fortuna, che prevedeva un’ulteriore tassazione delle vincite (lo Stato già trattiene a monte il 7% delle vincite) pari al 6%. Infatti l’applicazione di questa tassa, rischiava di essere paradossale, costringendo i giocatori a pagare anche in caso di vincita,e per questa ragione, 10 concessionari di gioco hanno fatto ricorso al Tar del Lazio che ha deciso di accoglierlo.
La tassa doveva essere applicata a tutte le vincite relative ai gratta e vinci online e non, sulle vincite del superenalotto, win for life e su quelle delle slot machine. Era su quest’ultime che si sarebbe verificato il paradosso. Infatti sarebbe stato sufficiente che un giocatore avesse inserito nella macchinetta 600 euro, e ritirarsi prima di aver raggiunto la soglia di 499 euro. Ad esempio se si fosse fermato a 550 euro, non avrebbe ottenuto la stessa somma, pur avendo già perso 50 euro, ma avrebbe ottenuto un’altra decurtazione di 33 euro, subendo una perdita netta di 83 euro.
Allo stesso modo se avesse inserito 500 euro, e tra vincite e perdite avesse deciso di ritirarsi in pareggio, ovvero incassando solo i suoi 500 euro, in realtà avrebbe dovuto rinunciare a 30 euro, ritirandone di fatto solo 470. In attesa che la situazione venga meglio definita intanto torna ad essere tutto fermo, anche perché le concessionarie avevano tempo solo fino a fine Gennaio per adeguare le slot ai nuovi standard. Comunque al momento a beneficeranno saranno tutti i giochi colpiti.